Per comprendere il movimento è necessario distinguere tra movimento e stato. Il primo indica un cambiamento di posizione rispetto a un punto di riferimento, mentre lo stato è una condizione di equilibrio. La fisica descrive il movimento tramite grandezze come velocità, accelerazione e tempo, che consentono di quantificare il cambiamento di posizione in modo preciso. Ciò permette di modellare fenomeni naturali e di prevedere il comportamento di oggetti in movimento in vari contesti, dalla semplice caduta di una mela alle dinamiche di una navicella spaziale.
I tipi di movimento possono essere categorizzati in base alla traiettoria, alla velocità e alla causa. Tra i più comuni troviamo il movimento rettilineo, il movimento curvilineo, il moto oscillatorio e il moto rotazionale. Ogni tipo presenta proprietà uniche e modelli matematici specifici, che si applicano sia a sistemi semplici, come un pendolo, sia a complessi, come sistemi planetari.