Nell’antichità filosofi come Aristotele descrivevano il moto come il risultato di una forza intrinseca, ma la loro mancanza di formalismo matematico limitava la comprensione. Solo nel Medioevo, grazie agli studiosi arabi e al lavoro di Leonardo da Vinci, si iniziò a separare la descrizione qualitativa da quella quantitativa, preparando il terreno per la fisica moderna.
Il vero salto avvenne nel 1687 con la pubblicazione dei Principia di Newton, dove termini come velocità, accelerazione e forza vennero definiti con leggi matematiche. Nel XIX secolo, la termodinamica e la teoria dell’energia introdussero concetti di lavoro e potenza, mentre il XX secolo aggiunse il moto relativistico, espandendo il vocabolario scientifico a nuove dimensioni.